Gruppo, passione e un muro chiamato difesa: l’epopea SBV profuma di grande basket.

SANT’ILARIO D’ENZA – Parliamoci chiaro. Chi pensa che il basket amatoriale sia solo un passatempo del dopolavoro, un modo come un altro per giustificare una pizza in compagnia a fine partita, farebbe bene a farsi un giro dalle parti di Sant’Ilario. Perché quello che sta facendo l’SBV (S. Ilario Basketvolley) nel campionato Open Serie B targato CSI Reggio Emilia ha pochissimo di amatoriale e moltissimo di cultura sportiva d’alto livello. Non è solo una questione di canestri fatti o subiti. È una questione di identità. Quella che si costruisce quando accetti di passare attraverso il fuoco e di uscirne migliore, possesso dopo possesso. La Genesi: Dal purgatorio alla consapevolezza Per capire dove sta andando questa squadra, bisogna guardare nello specchietto retrovisore.

Bisogna riavvolgere il nastro di quattro anni. Un percorso che il Coach Cattellani definisce senza mezzi termini una vera e propria scalata: “Sono stato chiamato dall’attuale nostro capitano quattro anni fa, dopo la pandemia, perché la squadra si trovava senza allenatore. Siamo partiti in 7, con una rosa da riformare. Non si correva granchè, c’erano anche poche aspettative, non c’era l’abitudine ad allenarsi ma solo quella di arrivare in palestra e domandare ad alta voce ‘Io e…?’ per iniziare subito la partitella. Era un gruppo che aveva più di 10 anni di attività insieme, formato da ex serie D e Promozione mischiati con veri e propri amatori, o meglio amanti di questo sport. Un gruppo coeso ma con poche velleità agonistiche. C’erano giocatori che se ne andavano, altri che arrivavano, certamente bisognava lavorare partendo dall’unione e dallo spirito che c’era in ciascuno di loro. Abbiamo affrontato una retrocessione il primo anno dalla serie A alla serie B. Sono stati quattro anni di purgatorio ma esaltanti. Il gruppo è cambiato, ha trovato stabilità e, passo dopo passo, siamo cresciuti.”

E cresciuti lo sono davvero. Non solo nei numeri (ad oggi la rosa è composta da 24 giocatori), ma anche nei risultati sul campo. L’anno scorso, dopo un buon campionato, agli ottavi l’SBV è stata eliminata dalla Valtarese, squadra che ha schierato ben 5 giocatori di Promozione pur di vincere. Nella regular season del Girone A 25-26, l’SBV ha marciato con il piglio della grande squadra: 34 punti in classifica, frutto di 11 vittorie e sole 5 sconfitte. I numeri raccontano questo: successi netti (81-42 su Sampolese, 61-21 su Pol. L’Arena B), vittorie solide (65-49 su San Secondo, 68-59 su R-Evolution), e una costanza difensiva che ha fatto la differenza lungo tutta la stagione. Non è stata una cavalcata perfetta. Le sconfitte contro Walnut Noceto (prima in classifica a fine campionato), Arena A, La Paz e San Secondo raccontano che il margine c’è ancora. Ma è proprio lì che si misura la crescita: nella capacità di restare dentro al campionato, sempre. Il dato che fa saltare sulla sedia gli amanti della tattica però è un altro: 809 punti subiti in 16 partite. Tradotto per chi non mastica pane e basket ogni giorno: la miglior difesa del campionato. Un vero e proprio bunker che ha asfissiato gli attacchi avversari, figlio di una dedizione al sacrificio, di una generosità encomiabile e di conoscenza del gioco, data dalla grande esperienza accumulata negli anni. Una generosità “da squadra pro”, per usare le parole del Coach. Il Capolavoro degli Ottavi: Magreta è piegata Poi sono arrivati i playoff. Lì dove l’aria si fa rarefatta e la palla pesa il doppio. Agli ottavi di finale l’avversario risponde al nome di Associazione Magreta. Gara 1 in trasferta è stata una tonnara, un corpo a corpo diretto dal super arbitro Villani e risolto sul filo di lana: 53-52 per Sant’Ilario con la tripla del sorpasso quasi alla sirena di “Mao Santa” Filippo Manghi. Ma è nel ritorno tra le mura amiche che l’SBV ha mostrato la faccia dura delle serate importanti. Si tornava finalmente a casa, la vera casa, al Pala Oratorio di S.Ilario, dopo un anno passato in esilio a Campegine. Una vittoria d’autorità per 64-55, costruita quarto dopo quarto (20-13; 15-11; 11-10) prima di gestire il disperato rientro ospite nell’ultima frazione (18-21), supportati da una palestra piena di famigliari, amici, appassionati, ma soprattutto da tutti i giocatori della rosa non convocati, che non si volevano perdere la sfida. Era un dentro o fuori: chi vinceva avrebbe varcato le porte dei quarti, e in automatico il passaggio di categoria. In una serata in cui la tensione avrebbe potuto bloccare le gambe, è salito in cattedra un monumentale Sistici, autore di ben 23 punti, ottimamente supportato dal lavoro operaio ma preziosissimo di Manghi (7), Usai (6), Catellani (6) e Toscano (5), dalla corsa di Reggiani, dalle incursioni di Tirabassi, dalla fisicità di Picchi, dai rimbalzi di Reverberi e dei fratelli Setti. È stata la vittoria del collettivo. All’orizzonte l’Arena C “Il campionato è stato nostro. -ricorda il coach con orgoglio- Lo so non è finito, ma il nostro obiettivo è centrato in pieno.” Adesso, però, l’SBV è chiamata a resettare tutto e ripartire. L’adrenalina degli ottavi va messa in bacheca perché i quarti di finale sono già dietro l’angolo. Di fronte ci sarà Pol. L’Arena C, una squadra che ha chiuso al quarto posto il combattutissimo Girone C con un 9 vinte e 7 perse.

Il cammino della squadra SBV procede con questo calendario:

• Gara 1: mercoledì 29 aprile alle 21:45 al nuovo Palazzetto di Montecchio.

• Gara 2: martedì 5 maggio alle 21:00 al Pala S. Giovanni Bosco di S.Ilario.

Ci sarà da lottare, ci sarà da difendere fino all’ultimo decimo di secondo. Ma se c’è una cosa che questi ragazzi hanno dimostrato, è che non hanno paura di sporcarsi le mani.

Un gruppo così sarà difficile da replicare Vogliamo parlare del gruppo? In un campionato amatori, dove spesso tutto gira intorno agli incastri tra vita famigliare, lavoro, trasferte, impegni vari e salute, l’SBV ha costruito qualcosa di più profondo. “Siamo sempre stati una squadra di santilariesi al 95%. In questi 4 anni non ho mai smesso di cercare ex giocatori in grado di darci qualcosina in più. Un apporto decisivo è arrivato dal parmense: prima da Sorbolo, con gli innesti in pianta stabile di Toscano, Nova e Zatti (conosciuto in tutta Italia grazie alla sua carriera nel Football Americano), e all’inizio di questa stagione di Corallo da San Secondo, nostro storico rivale che però stimavo molto come giocatore e che sono stato super contento di poterlo accogliere tra di noi. Qualche altro colpo sul mercato come Setti M., Picchi M. e Manghi, et voilà ecco il Dream Team che sognavo”. Ma non è una squadra fatta solo di talento cestistico. È come si sta insieme che fa la differenza. E l’amore incondizionato verso questo sport e questi colori. Le parole del coach arrivano a notte fonda, quando l’adrenalina della promozione non se ne va e la testa continua a giocare la partita appena finita. Non è solo una lettera, è una radiografia emotiva. “La concentrazione e la consapevolezza viste stasera in campo sono state commoventi. Tutti eravate lì per vincere, senza se e senza ma. Ma tutti vuol dire proprio tutti, anche quelli non convocati, anche quelli infortunati. È a loro che dedico questa promozione: a chi non è potuto essere in campo, a chi ha giocato poco durante l’anno, a chi ci ha seguito al tavolo o alle foto, a quelli che sono venuti in tribuna a tifare per un grande gruppo, prima che per una grande squadra.” C’è una sottile linea tra vincere e costruire qualcosa che resta. SBV, oggi, sembra stare dalla parte giusta. E forse è proprio questo il punto: non è solo dove sei arrivato. È come ci sei arrivato. E con chi. È vero: a Sant’Ilario si gioca per vincere. Ma soprattutto si gioca l’uno per l’altro. E scusate se è poco. E come si cantava da queste parti negli anni ’90 (quando la maggior parte dei giocatori attuali in rosa solcava già da tempo il pitturato di Sant’Ilario): “Forza vecchio cuore bianco-azzurro!”

A questo LINK potete trovare tutte le foto della gara contro Magreta.

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